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Armpit Sex o Mascalagna, una nuova moda sessuale

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Tra il corpo e il cuore del partner si sceglie una sua parte: l’ascella.
Parzialismo sessuale che da vita all’armpit sex o sesso ascellare.

Abbiamo stravolto la sessualità. L’abbiamo involgarita e appesantita. L’abbiamo scissa dal corpo, dal cuore e dalla coppia. L’abbiamo esposta a infinite malattie sessualmente trasmissibili, senza proteggerla o averne cura.
La vita online si è quasi del tutto sostituita a quella off-line, anche sotto le lenzuola.
Abbiamo recitato l’estrema unzione al corteggiamento e all’attesa, e insieme a loro abbiamo detto addio al desiderio. L’unico non medicalizzabile, prescrivibile o sostituibile con una o più pillole, per fortuna.
Ed eccoci approdati su una nuova pseudo-moda del momento “armpit sex o sesso ascellare“.
Quando si preferisce – spesso non siamo nel territorio della libertà ma dell’obbligatorietà – una parte del corpo in questo caso l’ascella, invece della sua interezza. Preferibilmente con psiche ed emozioni altrui.
L’armpit sex appartiene alla macro-categoria del feticismo dell’ascella, altrimenti definito come mascalagnia.
L’eccitazione di questa parafilia è data dalla visione o dalla sensazione tattile del contatto con le ascelle.
Il web pullula di forum in cui uomini e donne si interrogano su questa nuova pratica erotica, e le riviste elargiscono le solite facili spiegazioni pseudo scientifiche.
Scrivere, infatti, che l’ascella è la nuova vagina è pericoloso e falso perché fa passare un messaggio, soprattutto ai giovani spaventati dall’amore e dalla sessualità, che si possono accontentare di “rimanere in superficie” rispetto all’altro, a sé stessi e al rapporto sessuale.

Nuove mode sessuali, tra falsi miti e realtà clinica

La sessualità affascina e spaventa, seduce e incanta, come il pifferaio magico conduce altrove.
Talvolta segue sentieri impervi e imprevisti, poco ortodossi, regalando eccitazione mista a quote d’ansia.
Non sempre è la naturale conseguenza dell’innamoramento e dell’amore; può manifestarsi con modalità scisse e inquietanti, come nel caso delle parafilie.
In realtà, per quanto i media ci raccontino questa nuova forma di sessualità come una conquista della modernità, hanno addirittura scritto che: l’ascella rappresenta la nuova vagina, soprattutto per gli adolescenti, e come una simpatica bizzarria del normale flusso dell’eccitazione.
E che sarà mai un’ascella? Si tratta di parzialismo sessuale, una parafilia.
Quelle particolari tendenze erotiche che si scostano dal convenzionale concetto di comportamento sessuale, per inserirsi nella vasta elencazione delle parafilie.
Si parla di parafilia, ex perversione sessuale, quando i comportamenti tendono ad essere un rituale ripetitivo, sempre uguale e incarnano l’unica modalità di vivere la sessualità.
Questa caratteristica distingue le perversioni sessuali dai comportamenti sessuali atipici e ludici, esuberanti o bizzarri, ma liberamente scelti.

Il ruolo dell’odore nell’armpit sex o sesso ascellare

L’olfatto, tra i cinque sensi, sembra essere quello meno nobile, un senso un pò bistrattato e sottostimato, talvolta poco utilizzato perché associato a imbarazzo e pudore, spesso a cattivo odore. Viene considerato dall’uomo moderno come primitivo e di cattivo gusto, e relegato alla dimensione del superfluo o del disagio; ma torna prepotentemente a bussare alla porta della sessualità quando parliamo di alcune parafilie, come nel caso della mascalagnia.
Gli odori corporei evocano imbarazzo e una sorta di estraneità, come se fossero altro da noi, ma nel caso del sesso ascellare, oltre alla dimensione del parzialissimo sessuale che tutela dalla paura della sessualità con un essere umano per intero, non bisogna ignorare il ruolo svolto dall’odore delle ascelle.
Acre, pungente, primitivo, feromonico, euforizzante. Odore che può eccitare, tranquillizzare, trasportare altrove.
L’olfatto è un senso strettamente connesso con la seduzione, con l’erotismo, con la dimensione primordiale e primitiva della sessualità. Ancor di più quando si affrontano temi come le parafilie.
Chi sceglie di fermarsi a una parte del corpo, in questo caso l’ascella, lo fa per paura non sempre per semplice gioco erotico.
Anche l’armpit sex, come tutte le parafilie va analizzata unitamente alla struttura di personalità del paziente e alle dinamiche di coppia, ove possibile.
Una parafilia ignorata, sottostimata o negata, tende a camminare sotto soglia e ammanetta il paziente a un piacere solitario e ripetitivo, trasferendolo in un girone di solitudine e di sofferenza.

E se non fosse normale

Il tema della normalità appartiene alle consulenze sessuologiche. Le coppie, profondamente spaventate, chiedono se il provare eccitazione da rituali o pratiche erotiche poco ortodosse possa essere lecito, attuabile, nocivo, sbagliato.
In realtà, nel rispetto di un partner adulto e consenziente, nulla è perverso.
Il confine della patologia, nella sessualità, è legato alla esclusività del comportamento parafilico, alla compulsività del comportamento e alla mancanza di consenso da parte dei partner sessuali.
Un distinguo diagnostico da effettuare è tra perversioni hard e soft.
Le prime sono dette parafilie, quindi assolutamente indispensabili per accedere al piacere, le seconde appartengono alla categoria dei giochi erotici, i quali anche se audaci, non sono indispensabili per il piacere sessuale.

Le parafilie

Le parafilie o perversioni sessuali sono gli impulsi sessuali seguiti da comportamenti, l’attuazione di una fantasia erotica, e nutriti da fantasie ben specifiche assolutamente indispensabili per raggiungere l’eccitazione, che coinvolgono bambini, oggetti inanimati o persone comunque non consenzienti.
Questi comportamenti hanno un carattere di  rituale, spesso coatto e compulsivo, indispensabile per il raggiungimento dell’eccitazione e della risposta orgasmica.
Tra le più frequenti abbiamo: l’esibizionismo, la pedofilia, il froutterismo, il voyeurismo, il sadismo, il masochismo sessuale, il feticismo, il travestitismo.

L’esibizionismo

È caratterizzato dall’esposizione  improvvisa dei propri genitali a un estraneo che non gradisce, che viene colto all’improvviso, che viene profanato dal comportamento altrui. Tale gesto può essere associato alla masturbazione, avviene spesso in pubblico. L’eccitazione, infatti, è data proprio dalla dimensione pubblica, perché in grado di creare imbarazzo e umiliazione in chi si trova a dover subire tale gesto.
Solitamente, il soggetto non tenta di avere rapporti sessuali con la vittima, ma l’eccitazione deriva dal fastidio e disagio che crea nella vittima.

La pedofilia

Drammaticamente presente e drammaticamente invalidante per la vittima prescelta, continua a mietere vittime e a nutrire un mercato online di pedopornografia, in crescente e allarmante aumento.
È caratterizzata da comportamenti sessuali aventi come oggetto del desiderio bambini, maschi o femmine, davvero molto piccoli.
Il pedofilo talvolta può adottare comportamenti sessuali violenti nei confronti della vittima, oppure altri caratterizzati dalla semplice visione o palpazione del corpo nudo del bambino.
Molto spesso la pedofilia è associata a comportamenti incestuosi, ossia il comportamento sessuale deviante si manifesta all’interno del nucleo familiare, ristretto o allargato.
Il pedofilo non è consapevole del danno psico-fisico che procura al bambino, ma crede fermamente di donargli amore e attenzioni.

Il froutterismo

Il froutterismo è caratterizzato dal toccare con modalità comportamentali furtive la vittima non consenziente, o lo strofinarsi con il propio corpo su un’altra persona, sempre non consenziente. Il soggetto trae eccitazione dall’immaginare di consumare rapporti sessuali con la vittima, senza in realtà farlo.

Il voyeurismo

Tale pratica erotica è caratterizzata dalla visione furtiva di corpi nudi o di persone che stanno consumando attività sessuali.
Il voyer trae eccitazione esclusivamente dalla visione della sessualità altrui, senza fruirne se non con l’autoerotismo; non cerca mai di creare occasioni di contatto fisico o di abusare delle sue vittime.

Il masochismo e sadismo sessuale

È caratterizzato dal bisogno di provare sofferenza fisica e psichica associata a umiliazione per poter accedere alla dimensione del piacere sessuale.
Il sadismo sessuale è invece caratterizzato dalla necessità di procurare sofferenza fisica e psicologica alla vittima, spesso queste due parafilie si intersecano l’una con l’altra.

Il feticismo

Il feticismo è caratterizzato dall’utilizzo di oggetti o abiti di abbigliamento femminile per il raggiungimento del piacere che poi si traduce sempre e soltanto in autoerotismo.

Il travestitismo sessuale

Il travestitismo sessuale è caratterizzato dal bisogno di indossare abiti del sesso opposto, solitamente femminile, per provare piacere. Anche in questo caso, conclude con l’attività autoerotica.

Quale possibile terapia

Il percorso terapeutico è estremamente complesso e difficoltoso, soprattutto perché il paziente parafilico non ravvisa la necessità di essere curato o guarito, in quanto i suoi sintomi o pulsioni sono “ego-sintonici” cioè in sintonia con il suo Io, per tal motivo non si percepisce come malato e non chiede aiuto a noi clinici.

L’unica forma di appagamento per chi vive nella morsa schiacciante di una parafilia è l’autoerotismo. Dolorosamente bloccato in un circolo vizioso che tende ad autoalimentarsi, con l’ausilio della pornografia e con l’assenza del corpo e della psiche dell’altro.
Le uniche speranze terapeutiche si possono ravvisare quando il paziente vive all’interno di una coppia, raro ma possibile, e il suo comportamento sessuale disfunzionale all’interno della coppia crea disagio e sofferenza al partner.
Il partner, non sapendosi orientare su ciò che vive e su ciò che prova, chiede una consulenza per capire un po’ di più, sentirsi meno inadeguato e decidere poi sul destino della sua coppia.

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